CLASSIFICAZIONE INCENDI

CLASSI DI FUOCO

 

 

 

Conoscere la classificazione degli incendi e le relative classi di fuoco è fondamentale per coloro che vogliono essere in grado di fronteggiarne uno. Il Comitato Europeo di Normazione (CEN) ha sancito una classificazione delle varie classi di fuoco a seconda del tipo di combustibile. Ognuna di esse prevede un determinato tipo di estintore, così come i vari tipi di estintori possono essere utilizzati solo per alcune classi di fuoco.

Le classi riconosciute a livello europeo sono cinque (A, B, C, D, F) più una (E), non prevista dalla classificazione CEN, ma prevista a livello internazionale. È obbligatorio indicare sull’etichetta dell’estintore la sua capacità di spegnimento e la classe di fuoco per cui è stato pensato.

 

 

Classe A: Fuochi da Materiali Solidi

La classe A raccoglie tutti gli incendi scaturiti da materiali solidi, come ad esempio la legna, la carta, il carbone, le pelli, le materie plastiche, la gomma e tutti i derivati. La combustione in questo caso può avvenire in due modi:

  1. combustione viva con fiamma
  2. combustione lenta senza fiamma, con presenza di brace incandescente.

Con questi tipi di incendio è consigliabile utilizzare gli estintori a polvere ed a schiuma; La combustione è influenzata dai seguenti parametri:

  • pezzatura e forma del materiale: è chiaro che un solido di piccole dimensioni prenderà fuoco più facilmente rispetto ad uno dalle grandi dimensioni;
  • grado di porosità del materiale: un materiale con più porosità si incendierà più facilmente di uno meno poroso, poiché ha una maggiore superficie combustibile a contatto con il comburente;
  • elementi che compongono la sostanza: un materiale con sostanze facilmente infiammabili si incendierà più facilmente rispetto ad uno composto da sostanze meno predisposte;
  • grado di umidità del materiale: più è umido un materiale, più ha bisogno di tempo per incendiarsi;
  • ventilazione: un incendio si propaga più facilmente in un ambiente ventilato.

 

Il focolaio tipo per i fuochi di classe A è costituito da una catasta di travi di pino, la cui umidità varia dal 10 al 15%, dell’altezza di 54,6 cm e larga 44 cm. La profondità varia: le travi sono posizionate a una distanza di 10 cm l’una dall’altra, e il numero che andrà sull’etichetta dell’estintore sta a indicare il numero delle travi che costituiscono la catasta sul lato della profondità. La catasta viene collocata sopra una vasca d’accensione, la cui lunghezza supera di 10 cm la profondità della catasta, larga 60 cm e profonda 10. La vasca è riempita per 3 cm d’acqua, e sopra lo strato d’acqua viene versato uno strato di propano pari a 0,5 cm. Dopodiché questo viene incendiato, la vasca è lasciata sotto la catasta per 2 minuti, per poi essere ritirata. Il legno viene fatto bruciare per altri 6 minuti; si procede alla prova di spegnimento solo dopo che questo lasso di tempo è passato.

 

 

Classe B: Fuochi da Liquidi

Rientrano nella classe B tutti i liquidi che possono generare un incendio, come gli idrocarburi, le benzine, alcol, solventi, oli minerali. Gli estinguenti più adatti sono la schiuma, la polvere e Co2. L’agente estinguente migliore è la schiuma, dal momento che agisce per soffocamento; è sconsigliato, invece, l’uso di acqua a getto pieno.

 

I focolari tipo per fuochi di classe B vengono effettuati in recipienti cilindrici in lamiera di acciaio saldata. La dimensione della vasca varia a seconda della capacità estinguente dell’estintore, si va dai 92 cm di diametro ai 3 m e dai 15 cm di profondità ai 20 cm, sempre per uno spessore di parete di 2,5 mm (2 mm nel caso di un estintore 21B). La vasca è riempita con acqua ed eptano, in proporzione 1:3, con l’eptano che naturalmente galleggia sulla superficie dell’acqua. Si procede con la prova come per i fuochi di classe B (si lascia bruciare per 8 minuti, si procede con l’estinzione, a estintore completamente svuotato ci si assicura che le fiamme siano del tutto estinte e che per i successivi 3 minuti non ci siano ritorni di fiamma).

 

Classe C: Fuochi da Gas

Questi tipi di incendio possono essere scaturiti da metano, GPL, idrogeno, acetilene, butano e propano. Si tratta di incendi molto pericolosi, dal momento che esiste il rischio di esplosione se questo incendio viene estinto prima di intercettare il gas. Questi possono essere classificati nel seguente modo:

  1. gas leggero, con densità di vapore inferiore rispetto all’aria; quando viene liberato dal contenitore, tende a stratificare verso l’alto;
  2. gas pesante, con densità di vapore superiore rispetto all’aria, come ad esempio il GPL; un gas pesante, quando liberato, strafica verso il basso.

Per bloccare questi tipi di incendio è bene soprattutto bloccare il flusso di gas, chiudendo la valvola o otturando la falla che ne ha causato la fuoriuscita. Gli estintori da utilizzare sono quelli a polvere o Co2; l’acqua è consigliata solo a getto frazionato, al fine di raffreddare i tubi o le bombole coinvolte.

Il focolaio tipo per i fuochi di classe C è realizzato tramite due bombole di gas propano allo stato liquefatto, ciascuna del peso di 25 Kg, aventi valvole del diametro di 7 mm, unite in parallelo ad un tubo collettore aventi valvole del diametro interno di 25 mm. Un diaframma di 7 mm di diametro è fissato all’uscita della valvola a chiusura rapida ed è seguito da un tubo di 2 m di lunghezza e di 22 mm di diametro. Il gas viene incendiato dopo aver aperto la valvola a chiusura rapida all’uscita del tubo; non è richiesto alcun tempo di combustione libera. Nel caso di estintori di carica superiore ai 3 Kg, il focolaio tipo deve essere spento almeno due volte con lo stesso estintore.

 

 

Classe D: Fuochi da Metalli

In questa classe di fuoco rientrano gli incendi scatenati da alluminio, magnesio, sodio, potassio. Per domare questi tipi di incendi, sono necessari degli estintori a polvere speciali; gli altri estinguenti devono essere evitati, poiché c’è il rischio che causino reazioni come esplosioni o rilascio di gas tossici. Sono fuochi molto difficili da spegnere, date le elevate temperature: qualora ci fosse la possibilità, sarebbe meglio affidarsi a personale esperto.

 

Classe F

Questa fa riferimento ad incendi scaturiti da oli combustibili di natura animale o vegetale, come quelli utilizzati in cucina. classe introdotta con la norma EN.2 del 2005 .Gli estintori a Co2 o a polvere sono considerati pericolosi da utilizzare; l’agente estinguente più consigliato è infatti la schiuma.

 

Il focolaio tipo per questa classe è realizzato in una vaschetta di lamiera di acciaio, spessa 2,25 mm e profonda dai 17 ai 25 cm, che simuli una friggitrice. Come materiale combustibile viene usato olio vegetale commestibile puro, la cui temperatura di autoaccensione varia dai 330° ai 380°.

 

Ex Classe E

Nella classe E, rientravano i fuochi scaturiti dalle apparecchiature elettriche. Attualmente, questi non sono più inclusi nella norma UNI EN 2:2005, poiché questi tipi di incendi sono riconducibili alle classi A e B. Per questi fuochi non devono essere utilizzati come estinguenti l’acqua o la schiuma; sono invece consigliabili gli estintori a polvere e a Co2.

 

 

 

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